Inaugura mercoledì 11 marzo presso la Galleria Corals la mostra Sospensioni. Pratiche di riattivazione, a cura di Greta Zuccali, con l’artista Martina Gagliardi e le fotografe Alice Manzoni e Maria José Rojas.
In un presente segnato dalla velocità e dalla produzione continua, Sospensioni si configura come uno spazio di arresto e di trasformazione, in cui luoghi, materiali e paesaggi vengono sottratti alla loro funzione originaria o al loro destino di consumo per essere riattivati attraverso lo sguardo.
La mostra invita a ripensare il tempo non come misura lineare, ma come materia viva, capace di generare nuove possibilità quando viene abitata in modo diverso.
Le opere in mostra si muovono all’interno di territori marginali, abbandonati o lontani dai paradigmi occidentali della produttività, e propongono una pratica di osservazione lenta e consapevole. Qui ciò che appare consumato, abbandonato o distante diventa spazio di rigenerazione, rivelando forme di autenticità che emergono proprio nella sospensione del fare e dell’utilità.
Il lavoro di Martina Gagliardi prende forma attraverso l’uso di materiali di recupero come la juta e il TNT, sottratti al loro impiego funzionale e restituiti a una nuova dimensione sensibile e simbolica. Le sue opere non replicano la realtà, ma la traducono: trasformano lo scarto in superficie di possibilità, attivando un processo di metamorfosi in cui la materia, segnata dal tempo e dall’uso, viene riabitata e resa nuovamente significativa. In questo senso ogni lavoro si configura come una traccia di trasformazione, un luogo in cui memoria e presente si intrecciano.
La serie esposta, dal titolo “Spighe nere” nasce da una riflessione sul tempo agricolo, inteso come tempo ciclico, ripetitivo e rituale, oggi sempre più messo in crisi da mutamenti economici, ambientali e culturali. La juta, materiale storicamente legato alla coltivazione, al trasporto e alla conservazione dei prodotti della terra, diventa supporto e superficie di memoria: un tessuto che porta con sé le impronte di un paesaggio produttivo in trasformazione. Su queste superfici emergono spighe nere che non alludono a un raccolto, ma a una sospensione. Sono presenze residuali, tracce che interrompono la continuità naturale del ciclo e suggeriscono uno stato di attesa o di interruzione. L’introduzione delle lanterne sospese trasforma il campo in un’immagine instabile e temporanea, un paesaggio che non si offre come rappresentazione stabile ma come visione fluttuante.
Il lavoro fotografico di Maria José Rojas sposta lo sguardo verso territori lontani dai ritmi occidentali, immergendo l’osservatore in foreste e paesaggi abitati da comunità indigene che vivono in relazione profonda con la terra, la flora e la fauna. In questi luoghi il tempo assume una dimensione ciclica e condivisa, offrendo modelli di coesistenza che si contrappongono alla logica estrattiva e accelerata della modernità. Le sue immagini rivelano un mondo fragile ma vitale, in cui la vita si rigenera attraverso un equilibrio costante tra presenza umana e ambiente.
La sua pratica nasce dal desiderio di creare immagini che onorino i soggetti ritratti, umani e non umani. Onorare, per l’artista, significa riconoscere tanto le lotte quanto la bellezza e la forza insite nei loro modi di abitare e di relazionarsi al mondo. Il suo sguardo esalta e celebra la diversità culturale e naturale, non come dimensioni separate, ma come realtà profondamente intrecciate. Cultura e natura emergono come un’unica entità viva, capace di sostenere la vita e il benessere del pianeta, proprio come le comunità indigene hanno sempre insegnato.
Alice Manzoni presenta una selezione del progetto fotografico Tracks, in cui la natura tenta di riaffiorare tra le tracce di un mondo abbandonato. Tra resti di oggetti abbandonati e segni del passaggio umano, le immagini raccontano processi di riappropriazione e rinascita, in cui lo spazio, pur segnato dal degrado, viene lentamente riconquistato dalla vegetazione. Un tempo sospeso che non è vuoto, ma in continua trasformazione.
Sospensioni propone così una riflessione sulla possibilità di dare nuova vita a ciò che è stato dimenticato, consumato o allontanato, invitando il pubblico a osservare il mondo da una prospettiva diversa: più lenta, più attenta e forse più autentica.
Artiste
Maria José Rojas
Maria José Rojas (Colombia) è un’artista e antropologa colombiana con oltre undici anni di esperienza nell’uso della fotografia come mezzo sia artistico sia documentaristico. Nel suo lavoro intreccia un profondo interesse per la rappresentazione di diverse realtà socioculturali con l’esplorazione del corpo e altre pratiche artistiche. La fotografia le ha permesso di costruire ponti tra creazione artistica e trasformazione sociale, portando avanti progetti basati sulle comunità, incentrati sull’apprendimento e sulla creazione collettiva.
Il suo portfolio fotografico è eterogeneo e spazia dalla documentazione di spazi abbandonati alle indagini sulla corporeità, fino alla rappresentazione di differenti contesti socioculturali in diversi territori. Il suo lavoro è stato esposto a livello nazionale in Colombia e a livello internazionale in numerosi spazi d’arte, tra cui il (Dis)Connect Media Art Festival di Łódź, in Polonia, Casa Paqarina a Barcellona e il PhotoVogue Festival 2025 a Milano. Ha inoltre sviluppato progetti che utilizzano la fotografia come strumento di intervento nello spazio pubblico, spesso integrando elementi performativi per esplorare e mettere in gioco il proprio corpo.
Ha lavorato con comunità urbane e rurali, in particolare nella regione del Pacifico colombiano e nella Sierra Nevada de Santa Marta. Attualmente opera come professionista del sociale, fotografa e autrice audiovisiva, collaborando a iniziative pedagogiche e artistiche con comunità e gruppi interdisciplinari.
Martina Gagliardi
Martina (Italia) è una giovane artista emergente laureata in pittura all’Accademia Albertina di belle arti di Torino. La sua ricerca inizia dall’osservazione delle materie prime e dall’analisi del loro processo di trasformazione e deterioramento.
Il suo trasferimento nella città di Torino è stato determinante per vivere ed osservare il grande mercato ortofrutticolo di Porta Palazzo da cui ha elaborato riflessioni sul processo di metamorfosi dei prodotti: dal fresco in cassetta al divenire scarto deteriorato. Qui la bellezza ritrovata nella fragilità e nell’evoluzione imperfetta delle cose le ha rese speciali proprio al momento del loro tramonto.
Dal 2021 il suo lavoro è protagonista di varie mostre personali e collettive realizzate tra Torino e il territorio delle Langhe e Monferrato. A dicembre del 2023, in occasione della sua prima mostra in Francia, presso Espace Larith di Chambéry, è stata selezionata per realizzare un’opera su commissione da dedicare alla città, la quale è stata successivamente acquisita dal Musée des beaux-arts de Chambéry.
Alice Manzoni
Alice (Italia) fin da piccola si appassiona alla fotografia, in particolare a quella sportiva, affascinata dall’azione, dall’energia e da ciò che accade dietro le quinte degli eventi sportivi. Il suo obiettivo è creare ricordi, immortalare momenti significativi nella vita delle persone e aiutare i brand a comunicare attraverso la propria immagine.
Tramite la fotografia esprime la sua visione del mondo e racconta storie capaci di trasmettere emozioni, atmosfere e di documentare eventi o persone.
Dopo aver frequentato l’Istituto Aeronautico – indirizzo Logistica e Trasporti, nel 2023 decide di seguire la sua passione iscrivendosi all’Istituto Italiano di Fotografia. Durante questo percorso approfondisce la tecnica e scopre nuovi linguaggi che la ispirano: still life, moda, beauty, fotografia documentaria e paesaggistica. Il progetto fotografico “Tracks” selezionato per la mostra ha fatto parte dell’esposizione "Cambio di rotta: Cose che voi umani non potete immaginare", esposta a Villa Confalonieri di Merate nel 2025 in occasione della manifestazione "MIF Merate Incontra la Fotografia" a cura di Roberto Mutti e organizzata dall'Istituto Italiano di Fotografia.
Corals Gallery
Via Evangelista Torricelli 21
20136 - Milano
info@coralss.it
https://www.instagram.com/coralsartgallery/
Opening mercoledi 11 Marzo 2026
h. 18:30 – 21:00
Apertura al pubblico dal 12 al 31 Marzo 2026
Lunedì - Venerdì dalle ore 15:00 alle 19:00
Apertura fuori orario su appuntamento
Domenica chiuso
Ingresso gratuito